Poliambulatorio Giano
Cure Innovative
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NIR

Fotobiomodulazione Transcranica

La somministrazione non invasiva di luce proveniente da una fonte di luce esterna (laser o LED) alla testa e di conseguenza al cervello viene comunemente chiamato Fotobiomodulazione transcranica (tFBM). Questo metodo prevede il passaggio della luce attraverso una serie di strati che includono lo scalpo, il periostio, le ossa del cranio, le meningi e la dura madre, raggiungendo parzialmente la superfice corticale cerebrale.

Data l’esponenziale attenuazione della luce durante il tragitto attraverso lo scalpo e i tessuti cerebrali, la dose massima (una piccola frazione della luce incidente) viene fornita a quei neuroni localizzati nello strato più esterno della corteccia. Inoltre, sarà presente un ulteriore gradiente di penetrazione della luce all’interno della corteccia così che un certo numero di neuroni assorbirà una dose adeguata di luce.

La penetrazione della luce a livello tissutale dipende da diversi parametri ottici come la lunghezza d’onda, l’irradiazione, il tempo di esposizione, l’area esposta, la coerenza e la struttura pulsante. Diversi fattori anatomici e fisiologici contribuiscono alla penetrazione della luce nella testa inclusa la geometria individuale della testa e la composizione tissutale. Inoltre, la varietà nella distanza della corteccia dallo scalpo per le diverse regioni cerebrali (ad esempio, le aree frontali hanno una distanza minore rispetto alle aree parietali e mediali) può inficiare la profondità di penetrazione della luce.

Cerebro ha studiato brevettato e realizzato un caschetto denominato NIR, di alta innovazione tecnologica, certificato CE elettromedicale classe IIa, particolarmente indicato per ostacolare i processi d’invecchiamento del metabolismo cerebrale e di Neuroinfiammazione.

La metodica NIR può essere utilizzata a supporto di trattamenti riabilitativi per contrastare e diminuire la neuroinfiammazione, migliorando a sua volta la sintomatologia cognitiva, che si traduce come segnale di alcune patologie neuronali di tipo infiammatorio. Il tutto volto anche a fornire un miglioramento della qualità della vita delle persone. 

https://youtu.be/PrskIO_0hfk

https://cerebrosrl.it/wp-content/uploads/2020/03/depliant-medico-Nir.pdf

 

 

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fTMS

Stimolazione magnetica transcranica

La fTMS è un’innovazione tecnologica che si basa sulla tecnica di stimolazione magnetica cerebrale non invasiva. Impiega un generatore di campo magnetico stabilizzato, utilizzando due elettrodi posti sopra l’aerea cerebrale interessata e in corrispondenza del punto che si vuole stimolare.

Gli elettrodi raccolgono la funzione elettrica di base dell’area sana, riproducendola a sostegno di quella danneggiata, riequilibrando i due emisferi cerebrali e migliorando la comunicazione tra loro. Essa utilizza come propulsore dell’impulso il campo magnetico stabile presente nel corpo dello strumento.

A differenza delle TMS attualmente in commercio, che si focalizzano sull’area sottocorticale, la fTMS messa a punto da Cerebro si incentra sulla stimolazione corticale.

È particolarmente vantaggiosa per l’assenza di effetti collaterali, che ne determinano un’ottima tollerabilità, con risultati incoraggianti se usata in supporto a processi riabilitativi in pazienti con deficit motori causati da danni cerebrali, accorciando i tempi di risposta.

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fNIRS - indagine cerebrale funzionale ad infrarossi - NON INVASIVA

La luce per capire come funziona il nostro cervello

La Spettroscopia del Vicino-Infrarosso (NIRS: Near Infra-red Spectroscopy) utilizza una particolare lunghezza d’onda per andare a verificare l’andamento vascolare e l’ossigenazione delle aree cerebrali. 

È una tecnica di rilevazione che viene definita di Neuroimmagine (insieme alla TAC, MRI ecc.) in quanto è in grado di misurare il metabolismo cerebrale con lo scopo di esplorare la relazione tra l’attività di determinate aree cerebrali e le specifiche funzioni cerebrali. Essendo una tecnica di Neuroimmagine, ciò che si ottiene è una rappresentazione visiva di ciò che viene indagato. 

Per indagare le aree cerebrali in modo non invasivo e indolore sfrutta l’afflusso emodinamico cerebrale locale ovvero la quantità di ossigeno presente nel sangue che affluisce nelle aree cerebrali che vogliamo osservare. Per ottenere questa misurazione, viene sostanzialmente sfruttata la capacità che l’emoglobina ha di assorbire questo specifico tipo di luce NIR. 

Facendo un esempio, se davanti a me viene posto uno schermo con due numeri al cui centro c’è un segno matematico (2 + 2) nel mio cervello si innescherà un meccanismo a cascata:

  1. Inizierà un aumento dell’attività sinaptica;
  2. Questa attività sinaptica metterà in moto il mio cervello aumentando il consumo di energia;
  3. Per affrontare questo consumo di energia, i capillari cerebrali si dilateranno;
  4. La dilatazione determinerà un aumento del flusso ematico cerebrale in aree specifiche del mio cervello.

Ciò che osserverò saranno le variazioni nella quantità di ossigeno che una determinata area riceva per svolgere un compito. 

Come possiamo fare tutte queste cose?

Per irradiare il tessuto biologico cerebrale, viene utilizzata una cuffia molto simile a quella dell’elettroencefalogramma,

Sulla cuffia sono presenti dei piccoli fori in cui vengono inserite le sorgenti luminose che si differenziano in INIETTORI (sorgenti che immettono luce NIR) e DETETTORI (che rilevano la luce che è stata immessa dopo che essa ha attraverso il tessuto cerebrale).

Come viene utilizzata?

  1. Il primo modo classico, è di osservare semplicemente come si comportano le nostre aree cerebrali senza che venga posta attenzione su uno specifico compito  definita NIRS strutturale
  2. Un secondo modo è di osservare come si comportano le aree cerebrali a seguito di uno stimolo sia fisico che emotivo  definita NIRS funzionale o fNIRS. 

 Un esempio è capire come funziona il nostro cervello quando cooperiamo per arrivare alla soluzione di un compito. 

Oppure, cosa succede alle aree motorie di una persona che a seguito di un infortunio non può più giocare a pallavolo e non si riesce a capire se è presente un “danno” a livello cerebrale o a livello periferico.

 

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Ozonoterapia

Le proprietà dell’Ozono:

  • antisettica (ha capacità di uccidere batteri e funghi e di inattivare i virus);
  • antinfiammatoria (per incremento delle citochine anti-infiammatorie e riduzione delle citochine pro-infiammatorie);
  • antidolorifica;
  • decontratturante della muscolatura, specie di origine traumatica o da iperattività motoria intensiva;
  • riattivare la circolazione sanguigna, specie quella del microcircolo capillare;
  • ossigenante (aumenta la cessione di ossigeno ai tessuti periferici);
  • rivitalizzante (per ottimizzazione del legame tra ossigeno e globuli rossi e quindi del rilascio di ossigeno ai tessuti periferici) e anti-radicali liberi (Anti-Age per la prevenzione dell’invecchiamento grazie all’azione incrementante i sistemi antiossidanti endogini quali il Glutatione ridotto, la Super-Ossido-Dismutasi e la Catalasi);
  • lipolitica (utilizzata per il trattamento di cellulite e adiposità localizzate);
  • immunomodulate: normalizza e riquilibra le risposte immunitarie alterate dell’organismo aumentando quelle in difetto (es. immunodeficienze) e riducendo quelle in eccesso (es. allergie, malattie autoimmunitarie, ecc.) grazie all’azione sui mediatori chimici dell’infiammazione, con riduzione delle Citochine e Interleuchine pro-infiammatorie e aumento delle Citochine e Interleuchine anti-infiammatorie.

 

 

 

L’Ossigeno-Ozono Terapia consente di risolvere o migliorare numerose patologie. Qui di seguito i disturbi maggiormente trattati attraverso l’ossigeno-ozono terapia.

Ortopedia

Per problemi muscolari, ossei e tendinei caratterizzati da spiccata sintomatologia dolorosa, con efficacia sia nelle affezioni acute con manifestazioni infiammatorie, sia in quelle degenerativo-croniche quali:

  • cervicalgie e dorsalgie, lombalgie e lombo sciatalgie (da protusioni ed ernie discali o da contratture muscolari dolorose);
  • periartrite scapolo-omerale, artrosi del ginocchio (gonartrosi);
  • epicondiliti e borsiti del gomito, distorsioni, fibromi algie, talalgie, tendinopatie;
  • artrite reumatoide;
  • sindrome del tunnel carpale, morbo di De Quervain.

Gastroenterologia e patologie colon-procto-rettali

  • Dismicrobismi intestinali, colibacillosi;
  • colite spastica e atonica;
  • colon irritabile, meteorismo;
  • stitichezza, diarrea, intolleranze alimentari;
  • candidosi intestinale;
  • Colite ulcerosa e Morbo di Crohn;
  • Diverticolosi e diverticolite del colon, Emorroidi, Proctiti, Ragadi ed Eczemi anali;
  • Epatopatie croniche (da epatite virale di tipo B o C).

L’Ozonoterapia (sotto forma di insufflazione rettale) può essere associata alla fase finale dell’Idro-Colon-Terapia per potenziarne gli effetti in tutte le patologie suddette.

Dermatologia

  • Dermatiti, foruncolosi, acne (specie nella varietà “cistica”), prurito cutaneo;
  • Alopecia (calvizie, caduta dei capelli);
  • Infiammazioni dermo-epidermiche (infiammazioni dermatologiche) localizzate;
  • Ulcere di arti inferiori, ulcere trofiche, piaghe da decubito, piede diabetico;
  • Herpes Simplex ed Herpes Zoster;
  • Psoriasi;
  • Micosi (es. Micosi cutanee in genere, micosi interdigitale del piede o “piede d’atleta”, candidosi orale e genitale) e Onicomicosi.
  • Cellulite.

Patologie uro-genitali

  • Cistiti ed uretriti recidivanti e persistenti (resistenti a terapia antibiotica o antimicotica);
  • Endometriti e vulvo-vaginiti batteriche o micotiche recidivanti e persistenti (resistenti a terapia).

Geriatria

Arteriosclerosi, Sclerosi celebrale, Morbo di Parkinson, decadimento senile e demenza (senile, vasculopatica e di Alzheimer).

Oculistica

  • maculopatia degenerativa senile;
  • retinopatia arteriosclerotica.

Odontoiatria

  • gengivite;
  • parodontite (piorrea alveolare comportante la caduta dei denti);
  • terapia di supporto negli impianti dentari e negli interventi di osteointegrazione per evitare il riassorbimento dell’osso alveolare da infezione o da insufficiente irrorazione sanguigna.

Patologia Vascolare

  • flebiti agli arti inferiori caratterizzate da insufficienza venosa cronica (varici, edemi, piaghe ed ulcere flebopatiche);
  • arteriopatie periferiche caratterizzate da insufficienza arteriosa e ischemia dei distretti periferici, quali:
    arteriopatia obliterante degli arti inferiori e claudicatio intermittens,
    claudicatio intermittens, ulcere arteriose degli arti inferiori, vascolopatia diabetica e piede diabetico, angiosclerosi arteriosa cavernosa con conseguente disfunzione erettile;
  • deficit cerebrali conseguenti ad ictus celebrale e deficit della funzione cardiaca conseguenti ad infarto miocardico (terapia del post-ictus e del post-infarto).

Medicina internistica e immunologia

Grazie alla proprietà di immunomodulazione in tutte le malattie che necessitano di una regolazione del sistema immunitario:

  • Epatopatie croniche (da epatite virale di tipo B o C);
  • Allergie (rinite, asma bronchiale);
  • Intolleranze alimentari;
  • Collagenopatie e malattie autoimmuni (Sclerosi Multipla, Sclerodermia, LES, Artrite Reumatoide, Morbo di Sjogren, Morbo di Burger, Morbo di Raynaud ecc.);
  • Stati di immunodepressione con facile suscettibilità a infezioni recidivanti.

Riabilitazione

Grazie alla sua attività di depurazione, di rinforzo, di rivitalizzazione, stimolante il sistema immunitario e riattivante la circolazione sanguigna anche nei distretti più periferici.

Indicato soprattutto per persone:

  • Anziane, allettate, debilitate, asteniche, cachettiche, convalescenti;
  • Negli sportivi, nell’ambito di un trattamento riabilitativo post-traumatico, antinfiammatorio, antidolorifico e decontratturante.

Medicina Estetica

Considerato che una delle cause fondamentali dell’invecchiamento viene ritenuta la ridotta eliminazione e l’accumulo tissutale di cataboliti cellulari e che il rallentamento della circolazione ematica e linfatica sia, allo stesso tempo, la principale causa ed effetto di tale ridotta eliminazione di cataboliti cellulari, ne consegue che l’Ozono-terapia, per la sua attività di riattivazione della circolazione sanguigna e, in particolar modo del microcircolo capillare, favorisce lo smaltimento e l’eliminazione delle scorie e dei cataboliti cellulari responsabili dei processi di invecchiamento.

L’Ozono-terapia, inoltre, svolge anche una importante azione anti-radicali liberi, poiché stimola l’organismo a produrre sostanze riducenti e antiossidanti endogene contrastanti l’azione dei radicali liberi.

In Medicina Estetica l’Ozono-terapia viene impiegata anche nel trattamento della cellulite grazie alla sua triplice azione:

  • Lipolitica: per scissione degli acidi grassi a catena lunga, rendendo queste catene più corte e quindi idrofile che così possono legarsi più facilmente ai liquidi ed essere espulse facilmente con le urine;
  • Riattivazione del microcircolo capillare: per cui viene favorito lo smaltimento e l’eliminazione delle scorie e dei cataboliti cellulari;
  • Attivazione del metabolismo tissutale locale con miglioramento della circolazione veno-linfantica (effetto linfodrenante e antiedema).

 

Modalità di somministrazione

A seconda del tipo e della gravità della patologia, si distinguono in:

Topica (locale)

  • Per infiltrazione sottocutanea mesoterapica;
  • Per infiltrazione intramuscolare locale (es: a livello delle docce paravertebrali in caso di protrusioni ed ernie discali);
  • Per applicazione di sacchetti di plastica a tenuta stagna contenenti Ozono, alle estremità del corpo (in caso di piaghe agli arti).

Generale

  • Grande AutoEmoTerapia (G.A.E.T): prelievo di 150-200 cc. di sangue da una vena del braccio, aggiunta di Ossigeno-Ozono e successiva reinfusione endovena del sangue trattato;
  • Piccola AutoEmoTerapia (P.A.E.T.): prelievo di 5-10 cc. di sangue da una vena del braccio, aggiunta di Ossigeno-Ozono e successiva normale iniezione intramuscolare (valida come alternativa su scala minore rispetto alla Grande Auto-Emotrasfusione). Funziona come un autovaccino potenziando le difese immunitarie e rendendo i tessuti più vitali;
  • Flebo Ozonizzate: infusione endovena di Soluzione Fisiologica addizionata di Ozono;
  • Insufflazioni rettali: ad opportuna concentrazione e quantità, nell’intestino per via rettale dove viene facilmente assorbito dalla mucosa del colon: in caso di patologie intestinali e dell’apparato digerente (colite spastica e atonica, colite ulcerosa, colon irritabile, Morbo di Crhon, colibacillosi, diverticolite e diverticolosi del colon, epatiti virali, emorroidi, ragadi, proctiti, stipsi, eczemi anali, ecc.), ma anche nei casi in cui il trattamento generale della Grande Auto-Emotrasfusione non è realizzabile per impraticabilità venosa o per motivi diversi. L’insufflazione rettale ha un’efficacia pressoché analoga e sovrapponibile alla grande autoemoterapia.
  • Insufflazioni vaginali (infezioni ricorrenti o resistenti a farmaci ad es. candidosi), vescicali (infezioni ricorrenti o resistenti a farmaci, cistiti interstiziali), nasali (sinusiti croniche);
  • Terapia Idropinica: acqua addizionata con Ossigeno-Ozono che si può assumere per via orale (in caso di malattie gastrointestinali e come trattamento di benessere in generale).

 

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